Un approccio per migliorare i processi logistici nel settore tessile

Autore: Barbara Galli e Alessandro Brun

Pubblicato su: Logistica Management gennaio/febbraio 2004

Il mondo del tessile è cambiato. È ancora sufficiente focalizzarsi solo sui costi di produzione? Investire nella logistica per migliorare processi e output.

Negli ultimi anni, il settore tessile italiano si è trovato di fronte a una nuova sfida: la competitività ha assunto sempre più un ruolo primario. L’ideazione e la realizzazione di un prodotto/servizio di qualità, che soddisfi le attese del cliente dal punto di vista estetico e prestazionale,  rimane sicuramente l’obiettivo di qualsiasi azienda tessile. Va sottolineato che, nel contesto competitivo del settore, si sta assistendo negli ultimi anni a una frenetica trasformazione da mercati guidati dall’offerta a mercati guidati dalla domanda: i clienti vogliono prodotti i clienti vogliono prodotti unici e di qualità, e richiedono un livello di servizio sempre più elevato.
Questo concetto, all’interno di una realtà complessa, variabile e dinamica come quella del tessile, enfatizza i temi di qualità, tempo e costo. La necessità d’innovazione estetica deve quindi essere supportata da una serie di comportamenti operativi che tendono a garantire la riproducibilità, a ottimizzare la qualità di prodotto e i costi industriali, facendo in modo che tutta l’azienda funzioni effettivamente come un sistema che apprende, migliora ed è in grado di autotararsi.

 

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