L’inventario. Le attività necessarie e il metodo

Autore: Valentina Fantini e Andrea Antognazza

Pubblicato su: Logistica Management dicembre 2004

Costretti ad affrontarlo almeno una volta l’anno, l’inventario è sentito come “un male necessario”, un’attività da sbrigare nel minor tempo possibile per non ostacolare o, nella peggiore delle ipotesi, bloccare la produzione. Alcune linee guida per evitare rischi e errori nei quali spesso si incorre quando si organizza questa attività.

Probabilmente chiunque legga il titolo inizia già a immaginare persone munite di fogli e penne che passano tra gli scaffali a piedi o con carrelli elevatori, identificano il materiale che si trovano davanti e ne contano sistematicamente i pezzi, riportando su quegli stessi fogli quanto trovato e contato. Individuato l’argomento, chi legge può pensare di avere chiaro in testa cosa significa un inventario e passerà oltre. Chi invece si sofferma qualche attimo in più vuol dire che con l’inventario ha già avuto a che fare in maniera diretta qualche volta nel corso della sua attività, inizia a ricordare quali sono stati i risultati e i problemi dell’ultima volta in cui si è trovato coinvolto e pensa a cosa mettere in atto la volta successiva per non incorrere negli stessi errori.
Proviamo a capire insieme quali sono le azioni per poter condurre questa attività in modo efficace e chiuderla con la soddisfazione per il lavoro svolto. Si è soliti pensare all’inventario come a “un male necessario” che l’azienda si sente costretta ad affrontare almeno una volta l’anno e magari nel minor tempo possibile, perché questa attività  ostacola, se non addirittura blocca del tutto, la produzione vera e propria.

 

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